Il ring dell'Ultimate Fighting Championship nel giardino sud, ma il tycoon non prende la parola. Il lottatore e l'insulto a Michelle Obama: "E' un uomo"

Sotto un cielo plumbeo e con il rischio di sospendere l'evento a causa dei fulmini - evitato solo all'ultimo - la storica serata dell'Ultimate Fighting Championship nel giardino sud della Casa Bianca si è svolta ieri sera, nell'ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario dell'America. E nello stesso giorno in cui il presidente Donald Trump ha compiuto 80 anni. Un evento che, secondo i critici, è sembrato più un regalo per il leader americano, piuttosto che una commemorazione per i 250 anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza statunitense, che avverrà il 4 luglio.

Dodici jet militari hanno aperto la serata sorvolando la Casa Bianca, mentre l'inno americano veniva cantato sul ring. Trump, con la mano sul cuore, ha ascoltato le note di "The Star-Spangled Banner" dal balcone di Truman, accompagnato dal fondatore della Ufc, Dana White. Poco prima, partendo dallo Studio Ovale, Trump e White avevano fatto il loro debutto, camminando a passo spedito fino all’arena, accolti da applausi e musica a tutto volume come fossero due lottatori. Con lo sfondo della residenza presidenziale, i combattenti si sono affrontati in una serie di sei incontri sotto gli occhi del presidente, della moglie Melania, della sua famiglia, di diversi membri del gabinetto presidenziale fra cui il “veep” JD Vance e di altri 4500 spettatori ospitati sotto quella che chiamano “The Claw”, l’arena ad arco incrociato con il ring ottagonale nel mezzo.