Per il suo ottantesimo compleanno Donald Trump non ha scelto un concerto, una cena di gala o una cerimonia istituzionale. Ha scelto una gabbia. Sul prato della Casa Bianca, il luogo dove per decenni si sono svolti ricevimenti diplomatici, visite di Stato e celebrazioni ufficiali, domenica 14 giugno andrà in scena un evento di Ultimate fighting championship (Ufc). Per i meno esperti, un match di lotta. Una scena che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata una provocazione, ma che oggi veicola la comunicazione del 47° presidente Usa.
L'ottagono della Ultimate Fighting Championship è stato montato sul prato sud della Casa Bianca (FOTO EPA)
La scelta dice qualcosa del modo in cui Trump interpreta il potere, la politica e la costruzione del consenso. Perché se è vero che la Casa Bianca ha sempre avuto un rapporto stretto con lo sport, nessun presidente aveva mai scelto di trasformarla in un’arena.
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In un certo senso la storia delle discipline praticate dai presidenti racconta anche i cambiamenti dell’America. Theodore Roosevelt amava il pugilato, combatteva nella palestra della White House e smise soltanto dopo aver riportato un grave infortunio a un occhio. Per Roosevelt il combattimento rappresentava vigore fisico, disciplina e spirito pionieristico. Era l’America dell’espansione e della fiducia in sé stessa.














