di
Giovanna Cavalli
La cantante di «Casatschok» e «Un corpo e un'anima», vedova di Faber: «Alla prima lite De André mi portò un orologio importante e io glielo tirai dietro, non mi regalò mai più nulla»
Il gallo ritardatario. «Non cantava mai prima di mezzogiorno. Come se sapesse che Fabrizio lavorava di notte e si svegliava tardi. La natura si era adeguata ai suoi tempi. Il gallo aveva una voce roca, rock, lo chiamammo Vasco».
E l’originale lo sa?«Come no! E ne era molto divertito». Dori Ghezzi, è sempre bella, sempre bionda. Come quando nel 1969, frangetta alla Bardot e miniabito da cosacca, spopolava con «il ballo della steppa». O duettava con l’inseparabile Wess: «E non ci lasceremo mai/ abbiamo troppe cose insieme/ Se ci arrabbiamo poi/ Ci ritroviamo poi/ Un corpo e un’anima». In quel 1974 conobbe Fabrizio De André. Un grande amore. Restarono insieme per 25 anni, nella buona e cattiva sorte, fino alla fine.






