Non c'è da attaccare Vannacci. C'è da parlare agli elettori in buonafede sedotti dal suo linguaggio e profilo. E spiegare loro- in spirito di verità- il risultato di un voto a Futuro Nazionale se l'ex generale si collocherà, come pare chiaro, fuori dal centrodestra. Al governo andranno Elly e Giuseppi, con Bonelli & Fratoianni

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Conoscere per deliberare, raccomandava il liberale Luigi Einaudi. E dunque, grazie a Radio Radicale, ho voluto ascoltare l’assemblea costituente del movimento di Roberto Vannacci senza perderne un minuto. Vediamo cosa è venuto fuori da questo ascolto attento, integrale, senza pregiudizi.

Vedete, amici lettori, la battaglia politica è una realtà sempre mutevole (cambiano i personaggi, le circostanze, i rapporti di forza), e tuttavia essa è costantemente sottoposta a una grammatica, a delle regole, o almeno – chiamiamole così – a delle regolarità.

Cosa definisce un aspirante leader? Nei casi più visionari e costruttivi, una sua proposta, un obiettivo desiderabile, una riforma. Più spesso, per mettere a fuoco una nuova figura, basta capire chi scelga come bersagli polemici, come soggetti a cui contrapporsi dialetticamente. Il meccanismo binario è efficace e direi intuitivo: ti faccio capire «chi sono» indicandoti l’avversario o il contendente che ho scelto.