HomeMilanoCronacaIl polo culturale di piazza Marconi. Il sindaco replica alle accuse del Pd: "Ritardi? Colpa del vostro progetto"Pero, Antonino Abbate al contrattacco sulla maxi opera da 11 milioni di euro che sorgerà davanti al municipio "Previsti materiali tecnologicamente superati a prezzi altissimi, con scarsa attenzione alla sostenibilità".Pero, Antonino Abbate al contrattacco sulla maxi opera da 11 milioni di euro che sorgerà davanti al municipio "Previsti materiali tecnologicamente superati a prezzi altissimi, con scarsa attenzione alla sostenibilità".Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLavori in ritardo e opera incompiuta? "L’attuale amministrazione di centrodestra, sta operando con rigore e serietà con l’impresa costruttrice, per riparare i danni prodotti dal Pd e riuscire a completare in tempi accettabili il progetto, evitando che i gravi errori della sinistra possano ulteriormente impattare su tempi e costi complessivi dell’opera, inclusa la costosa gestione della parte corrente, che una sinistra incompetente, falsa e ingannatrice aveva completamente dimenticato".

Risponde così il sindaco di Pero, Antonino Abbate, alle accuse del Partito Democratico (oggi in minoranza) per i ritardi nella realizzazione del nuovo polo culturale di piazza Marconi. L’opera voluta e approvata dalla precedente giunta di centrosinistra, sta sorgendo dove una volta c’era l’ex scuola primaria Marconi, davanti al municipio, in centro città. La fine lavori annunciata per marzo 2026 non è stata rispettata. Il Comune replica al Pd e spiega: "Il nuovo polo culturale progetto di 11 milioni di euro da loro voluto e approvato nel 2023, purtroppo è un progetto con un’anima fatta di migliaia di metri cubi di cemento armato, alta 7 metri e nascosta esternamente da vetrate perimetrali. Abbiamo scoperto che il progetto altro non è che un blocco dal cuore di calcestruzzo proprio al centro della città. È stato infatti usato materiale di costruzione tecnologicamente superato e inserito nel progetto a prezzi altissimi, con scarsa attenzione ai criteri di sostenibilità e riduzione delle emissioni. Purtroppo, è l’ultimo ‘regalo’ dei cementificatori del Pd ai cittadini: un altro enorme blocco di cemento in una zona chiusa, circondata da abitazioni e priva di parcheggi, spacciata per opera ambientalista di qualità, con video, foto e rendering ingannevoli confezionati ad arte per la campagna elettorale del 2024".