di Alessandro Dell'Ortolunedì 15 giugno 20268' di letturaDlin dlon. Quando suona il campanello di un “Compro oro” il tempo, magicamente, si ferma e resta sospeso. Perché non sai chi entrerà- una vecchietta, un ragazzo, un manager, un barbone - e se sarà un cliente tranquillo, un perditempo o addirittura un furfante, ma soprattutto perché i gioielli usati portano sempre con sé una meravigliosa storia di vita.Un tuffo nel passato. «Oltre a essere esperti di preziosi, dobbiamo diventare anche psicologi perché il cliente va fidelizzato e deve essere sicuro che non lo freghiamo. Il fatto di essere un’attività familiare, rispetto ai franchising, ci aiuta ad essere più credibili». Paola Parrinello ha 54 anni e da 5 lavora a “Blugold”, a Milano. «Siamo due dipendenti part-time e ci dividiamo i turni: dalle 10 alle 15 e dalle 15 alle 19. Come ho iniziato? Facevo la discografica, poi mi sono trasferita per 10 anni in Venezuela, dove mi sono appassionata alle pietre preziose: sono sempre stata una rockettara con la mania dei gioielli. Tornata in Italia, sono capitata qui casualmente per un colloquio. Ed è diventata la mia professione».Paola ha il sorriso contagioso e la parlantina convincente. «Quanti clienti vengono? È tutto abbastanza casuale: magari passiamo ore senza nessuno e poi ne arrivano cinque di fila. Ci sono persone di tutte le età, dai 30 agli 80 anni». Dlin dlon, suona il campanello. È un ragazzo, ben vestito, 35 anni, baffetti e zaino. «Sto cercando degli orecchini per me, avete qualcosa?». Nella vetrina ne vede un paio a cerchietto, gli piacciono, se li fa mostrare e si convince: «Li prendo».
Compro oro, "da noi ereditieri e barboni": come valutano davvero gioielli e clienti | Libero Quotidiano.it
Dlin dlon. Quando suona il campanello di un “Compro oro” il tempo, magicamente, si ferma e resta sospeso. Perché non sai chi entrerà...






