La madre di Imane Laloua e la ragazza scomparsaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 15 giugno 2026 – Una nuova pista per il giallo delle ossa scarnificate abbandonate ai bordi dell’autostrada A1 a Barberino di Mugello. C’è un 45enne di origine albanese, residente a Firenze, indagato, come anticipato da Repubblica, che sarà sottoposto ad accertamenti irripetibili mirati a stabilire la sua responsabilità in merito all’omicidio e alla soppressione del cadavere di Imane Laloua, ragazza marocchina di 22 anni scomparsa da Prato nel 2003. Bersaglio dell’indagine sono alcuni oggetti, sequestrati all’uomo e custoditi per anni in un ufficio di polizia nella Marche. Tutto da provare il ’contatto’ tra l’indagato e la vittima. Tuttavia, egli avrebbe percorso quel tratto di A1 alcuni giorni prima del ritrovamento delle ossa, avvenuto nel giugno del 2006: fu un camionista in sosta a notare i sacchi e dare l’allarme. L’identificazione del cadavere di Imane Laloua, avvenuta per mezzo del Dna, risale allo scorso 2017.
Imane Laloua
Un cold case riaperto dopo 23 anni
Restano tanti lati oscuri su questo ‘cold case’ riaperto a 23 anni di distanza grazie anche alle indagini della procura di Prato sul presunto serial killer Vasile Frumuzache, la guardia giurata di origine rumene accusata dell’omicidio di due escort per cui è stato, al processo, è stato appena chiesta la condanna all’ergastolo. Una precedente indagine, aperta sempre dalla procura di Firenze su indicazione della madre di Imane, si era conclusa con l’archiviazione nel 2024.









