Roma, 15 giugno 2026 – La campagna elettorale arriva per tutti. Anche per Giorgia Meloni, che abbandona l’aplomb da presidente del Consiglio – ruolo che trasforma anche il piromane più incallito in un sobrio pompiere – per competere con avversari interni ed esterni in vista delle Politiche del 2027. Il più insidioso di tutti al momento è il Generale in pensione (Gip) Roberto Vannacci, noto per le sue passionacce estremiste spacciate per buon senso. Meloni sta ancora cercando un punto d’equilibrio, nel tentativo di smarcarsi dall’europarlamentare eletto con la Lega e oggi leader di Futuro Nazionale, senza però perdere il consenso dell’elettorato più conservatore.
Giovedì scorso, intervenendo in aula alla Camera, Meloni si è rivolta ferocemente al deputato vannacciano Emanuele Pozzolo, ex Fratelli d’Italia, che poco prima l’aveva accusata di non tutelare abbastanza l’italico interesse nazionale: "Per ben sei volte – ha replicato Meloni – avete votato contro la fiducia a questo Governo… Io penso che fare quello che serve alla sinistra non sia mai difendere l’interesse nazionale e quindi non mi si parli di vera destra, perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra”. Il pistolero Pozzolo è stato, metaforicamente parlando beninteso, colpito e affondato.










