TAORMINA – “Alla fine della vita non ci sarà chiesto se siamo stati credenti, ma se siamo stati credibili”. Michele Placido usa una celebre frase di Rosario Livatino per parlare dei politici di oggi, della mafia di allora, delle donne e degli uomini che l’hanno combattuta pagando con la vita. E’ a Livatino, alla sua battaglia, che è dedicata Il giudice e i suoi assassini, “questo sarà il titolo della serie tv – spiega Placido al Taormina film festival – non perché voglio fare la storia di un prossimo santo, ma perché ho scoperto nuovi atti che mostrano praticamente come lui usasse una metodologia per combattere la mafia in linea con quella di Falcone e Borsellino, cioè sequestro dei beni e i conti bancari". Una serie per Rai 1, da tempo annunciata, che racconta appunto la vita e l'impegno del magistrato siciliano – beatificato da papa Francesco nel 2021 come martire ucciso “in odio alla fede” - che sarà interpretato da Giuseppe De Domenico.

Michele Placido al Taormina Film festival

“Il suo punto principale di riferimento – continua Placido – era il Vangelo, essendo una persona molto credente. Papa Francesco mi aveva chiesto di incontrarlo per mezz'ora, poi diventata un'ora e mezza. Mi accolse con un 'Michele, Michele, so che tu sarai il regista', ci teneva molto a capire cosa si sarebbe visto nella serie. Noi in Italia abbiamo una lunghissima tradizione di cinema civile che viene da lontano, da registi come Francesco Rosi, Elio Petri e Damiano Damiani. Il Papa desiderava che fosse un'opera capace di toccare l'intimità delle persone, anche perché c'era in corso un importante processo di beatificazione".