Difesa rocciosa, rapidità nelle ripartenze, resistenza e capacità di soffrire.
È il gioco "all'italiana" dell'Ecuador che si presenta ai Mondiali con discrete ambizioni. Sicuramente più rispetto al passato quando i sudamericani avevano poca esperienza internazionale. La "diaspora" dei calciatori soprattutto in Europa ma anche in Brasile e Messico ha arricchito il bagaglio tecnico e migliorato l'organizzazione del gioco.
La garra di Beccacece
Merito anche di Sebastián Beccacece, tecnico argentino al quale nel 2024 è stata affidata la nazionale. La Tricolor si è distinta per pressing alto e ripartenze rapide.
Oltre a dare "garra" all'undici, l'allenatore ha valorizzato la nuova generazione d’oro dell’Ecuador: Caicedo, Hincapié, Estupiñán e Kendry Páez rappresentano l'ossatura della squadra che ha raggiunto senza particolari difficoltà la qualificazione.









