HomeEsteriTrump tra gladiatori moderni, vip e musica. L’imperatore kitsch compie 80 anniCombattimenti nel “Colosseo“ personale allestito davanti alla Casa Bianca: lo show costa 60 milioni di dollariUno dei lottatori di arti marziali miste pronto a combattere nella gabbia costruita davanti alla Casa BiancaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 14 giugno 2026 – Il problema è che in America hanno sì il cinema, e che cinema, ma non il panettone. Quindi Donald Trump non sa né mai saprà di essere un perfetto personaggio da cinepanettone, come se Guido Nicheli alias “il Dogui” (“Via della Spiga-Hotel Cristallo di Cortina: due ore, 54 minuti e 27 secondi. Alboreto is nothing!”, ma anche “Sole, whisky e sei in pole position!”) fosse inopinatamente diventato presidente degli Stati Uniti. Vero che Nicheli recitava; Trump, purtroppo, no. La sua megalomania non contempla l’incertezza. È così compiaciuto di sé stesso da ignorare il dubbio. Il suo cattivo gusto, così completo da non fargli nemmeno sospettare che ce ne possa essere uno buono.

Se ci fosse bisogno di una conferma, arriva dai festeggiamenti per il suo ottantesimo compleanno. Davanti alla Casa Bianca (che peraltro Trump considera misera e di cui sta devastando la perfetta eleganza georgiana per costruirci una ballroom che farà impallidire per costo e kitsch le peggiori cafonate degli sceicchi), è stata eretta una gabbia ottagonale alta 28 metri che ha ospitato sette incontri di arti marziali miste per quattromila ospiti presidenziali e altri 125 mila spettatori dotati di maxischermi e gusto dell’orrido. Il tutto mentre c’è una guerra in corso, che però Trump ha dichiarato unilateralmente finita, e la crisi economica mondiale scatenata dalla sua politica estera sta colpendo anche gli States. Nelle sue consuete concioni sui social, Donald ha annunciato “il più grande spettacolo del mondo”: niente male, per uno che non ama i compleanni (dixit Ivana, la prima moglie) e tantomeno invecchiare. Il costo stimato è di 60 milioni di dollari, che comunque dovrebbero essere sborsati dall’Ufc, la potente organizzazione di arti marziali Usa, guidata da uno stretto collaboratore del presidente.