di
Cesare Giuzzi
Elisabetta Ligabò commenta la scarcerazione del figlio dopo l'affidamento in prova. Stasi ha passato in carcere 10 anni. Ora finirà di scontare la condanna con l'affidamento ai servizi sociali
«Ho vissuto ogni giorno con il fiato sospeso, cercando di restare forte anche quando la forza sembrava non esserci più. Questi mesi sono stati una prova durissima, qualcosa che segna profondamente una madre». Elisabetta Ligabò, la mamma di Alberto Stasi, in questi anni, nonostante la condanna a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, non ha mai smesso di cercare ogni strada per inseguire una nuova verità.
Lo ha fatto anche dopo la morte del marito Nicola Stasi la notte di Natale del 2013, con la compostezza di chi si è sempre affidata alle (poche) possibilità del codice di procedura penale, senza mai perdere la fiducia nella giustizia. Sa perfettamente che l’affidamento in prova non è una vittoria ma soltanto un passaggio formale. Per vedere, come spera, riconosciuta l’innocenza di suo figlio dovrà aspettare un eventuale processo di revisione: la nuova montagna che lei, Stasi e i suoi avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, hanno davanti per i prossimi mesi.











