Dov’è il Vecchio Continente in un momento in cui ce ne sarebbe urgente bisogno? Se si arriva alla firma di un memorandum tra Iran e Stati Uniti, sarà solo l’inizio e non la fine della crisi. Occorrerà, per esempio affrontare il ruolo di Israele e la minaccia di guerra con la Turchia. Ebbene, gli europei smettano di litigare e la commissione faccia proposte. Nelle crisi tutti sono necessari, ma non sufficienti: inclusi gli Usa Guardiamo in faccia la realtà: l’E3 (Gran Bretagna, Germania e Francia) non esiste e nemmeno l’E5 (con Italia e Polonia) sta troppo bene. Il premier britannico Keir Starmer è a un passo dalle dimissioni, in procinto di essere sostituito da Andy Burnham, ex sindaco di Manchester. Soprattutto tra Francia e Germania rien ne va plus: anche il progetto dello Skaf – l’aereo militare di sesta generazione – dopo due anni di incertezze è stato cancellato dai tedeschi, lasciando a piedi i francesi. Altri Per continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Mario Giropolitologo

Amministratore di Dante Lab, è stato vice presidente di SACE; professore di relazioni internazionali all'Università per stranieri di Perugia; sottosegretario agli esteri nel governo Letta e viceministro degli esteri nei governi Renzi e Gentiloni, esercitando le deleghe sulla Cooperazione allo sviluppo, l’Africa, l’America Latina e la promozione della lingua e cultura italiana. Ha iniziato gli Stati generali della Lingua e della Cultura e le conferenze Italia-Africa.