Anche se il contesto è la vela – in particolare la regata internazionale delle business school organizzata dal Sailing Club di Polimi Gsom – per una volta si parla di calcio, anzi dell’evento calcistico per eccellenza.
Nel terzo mondiale consecutivo senza azzurri in campo, c’è chi tiene alta la bandiera dell’Italia dietro le quinte dell’organizzazione di questa coppa del mondo ingrandita: 48 nazioni partecipanti, tre Paesi ospitanti, location che vanno da Città del Messico a Toronto, da Los Angeles a New York.Ugo Alvazzi Del Frate, 63 anni, è il responsabile Identity and Access Management della Fifa. Il team da lui coordinato ha creato l’infrastruttura tecnologica che sta dietro il sistema di identificazione, affiliazione, acquisto e gestione dei biglietti delle 104 partite del Mondiale: una piattaforma alla quale sono iscritte milioni di persone, in possesso del cosiddetto Fifa id.
La sua sede di lavoro è Zurigo, ma lo incontriamo nella cornice mediterranea di Cala dei Sardi, in Costa Smeralda, il luogo che ospita la regata allestita dal circolo velico degli alumni della school of management del Politecnico di Milano: un appuntamento che mette insieme professionisti, accademici, manager e imprenditori provenienti dalle business school internazionali e accomunati dalla passione per il mare e per la vela. Il pedigree agonistico di Alvazzi Del Frate – è stato campione italiano della classe Vaurien – ne fanno la punta di diamante del sodalizio presieduto da Paolo Sito, deus ex machina dell’evento, anche se quest’anno le condizioni impegnative di vento nelle quali si è svolta la regata, hanno suggerito allo skipper della barca Polimi Gsom di rinunciare a malincuore alla lotta per il podio. Anche così però si declina la leadership che viene professata nei corsi della business school milanese: saper prendere decisioni dolorose per non mettere a rischio l’incolumità dell’equipaggio a volte è la scelta migliore.













