"Nostra figlia ci è stata portata via senza un perché, senza un motivo. Femminicidio e omicidio sono due cose ben diverse". Con queste parole Flamur Sula, padre di Ilaria Sula, interviene nel dibattito seguito alle dichiarazioni di Roberto Vannacci, secondo il quale il femminicidio non esisterebbe come categoria distinta dall'omicidio.

Il padre della studentessa ventiduenne uccisa a Roma dall'ex fidanzato e ritrovata all'interno di una valigia abbandonata in un dirupo nel comune di Poli, alle porte della Capitale, ha chiesto rispetto per la memoria della figlia e di tutte le donne vittime di violenza.

"Bisogna portare rispetto a mia figlia e a tutte le altre donne che per colpa di un uomo non ci sono più", ha affermato.

Flamur Sula ha poi raccontato il dolore che continua ad accompagnare lui e la moglie. Ogni settimana i due si recano nel luogo in cui è stato ritrovato il corpo di Ilaria, dove hanno fatto realizzare una lapide con la fotografia della giovane e una dedica in suo ricordo.

"Stiamo ore a piangere e a parlare con lei. Si dice che con il tempo il dolore diminuisce, ma non è così. Anzi, aumenta. Si sente ancora di più la mancanza e si realizza che a casa Ilaria non tornerà mai più", ha spiegato. Un dolore che, conclude il padre della ragazza, continua a segnare profondamente la vita della famiglia: "Non c'è notte che mia moglie non chiami Ilaria nel sonno o che la cerchi per casa. È un dolore inimmaginabile che non finirà mai".