Ci sono bastati dieci minuti per comprendere che la vecchiaia non è solo una fase della vita, ma una condizione stabile della nostra tv. Potevamo già capirlo con la presenza di alcuni personaggi che, pur avendo oltrepassato l’età pensionabile occupano ampi spazi televisivi mostrando chiaramente alcuni atteggiamenti caratteriali tipici dell’anzianità, ma lunedì su Canale 5 il “Super karaoke” di Michelle Hunziker ci ha definitivamente convinti che per la tv non esiste il futuro, l’innovazione è un miraggio e la modernità si è fermata agli anni ’90.Il tentativo di riesumare format gloriosi nella speranza che possano essere ancora validi – come è accaduto la scorsa estate con “La ruota della fortuna”, infatti, non può essere replicato all’infinito. Ma, soprattutto, alcuni programmi come il karaoke, restano superati da altri format che in questi anni hanno chiamato alla ribalta tutti i generi e tipi di sconosciuti e sono comunque legati a una precisa generazione che, ormai ha probabilmente perso quella spensieratezza che portava a cantare a squarciagola. Né le rughe di vecchiaia del “Super karaoke” sono state spianate dalle infiltrazioni botuliniche dei tanti programmi musicali che girano nelle piazze italiane, tipo “Battiti Live” o “Tim summer festival”. Nel timore di una tenuta debole delle esibizioni del pubblico, infatti, l’innesto con i professionisti della canzone, doveva essere una sorta di “ricostituente” ma era tanto “pettinato” da risultare stucchevole.Altra sensazione di stantio, era data dalla registrazione fatta chissà quando, visto che sia la Hunziker che il pubblico in piazza a Ferrara, indossavano un abbigliamento che non si abbinava con le attuali condizioni meteo, con un effetto a dir poco ridicolo. Quanto alla Hunziker, l’intuizione autoriale per la quale conduce il programma è probabilmente legata alle trasmissioni familiari musicali che ha presentato in precedenza e probabilmente per il “Super karaoke” ha un contratto che prevede l’obbligo di un numero X elevato a potenza di inquadrature mentre per essere più coinvolgente le consiglieremmo di rivedere il suo lessico che ruota intorno a dieci aggettivi ripetuti in modalità random.