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Domenica in Svizzera si è votato per un’iniziativa popolare che propone di limitare la popolazione a un massimo di 10 milioni di persone. È una misura inedita, che la Svizzera potrebbe essere il primo paese ad adottare, ed è fondamentalmente un modo per limitare l’immigrazione: la sua entrata in vigore potrebbe cambiare la demografia e il rapporto già particolare della Svizzera con il mercato del lavoro e con l’Unione Europea. Secondo i sondaggi le percentuali di favorevoli e contrari alla proposta sono molto vicine.
Un’iniziativa popolare serve per proporre modifiche alla Costituzione, e funziona in modo simile a un referendum. È stata proposta dal partito di destra populista Unione Democratica di Centro. Era stato il più votato alle ultime elezioni, nel 2023, puntando proprio sulla necessità di ridurre l’immigrazione, un tema che da anni sta facendo aumentare i consensi dei partiti di destra ed estrema destra in tutta Europa e non solo.
Negli ultimi vent’anni la popolazione svizzera è molto aumentata, passando da 7,3 milioni di abitanti nel 2002 ai 9,1 milioni attuali. In gran parte è stato dovuto a un aumento dei residenti stranieri, che nel 2025 erano poco più di un quarto del totale. Molti di loro provengono da paesi dell’Unione Europea e sono persone con elevate qualifiche professionali, attratte da lavori retribuiti meglio che altrove. Secondo l’Unione Democratica di Centro e gli altri sostenitori dell’iniziativa, la presenza così consistente di persone straniere va però a svantaggio degli svizzeri, perché fa aumentare i prezzi delle case, mette sotto pressione i servizi pubblici e rende più difficile per loro trovare lavoro.















