Il cadavere trasportato in centro con una carriola. A incastrare il giovane le ferite e un polso rotto dopo la colluttazione. Si cerca il corpo della 53enne nel canale

Sarebbe legato a dissidi per un’eredità l’omicidio di Chiara Guerra. La donna, di 53 anni, è stata accoltellata dal nipote 17enne, che con l’aiuto di una carriola ha poi gettato il corpo nel fiume che scorre nei pressi della sua abitazione. È successo giovedì 11 giugno a San Stino di Livenza (Venezia). Il giovane ha confessato l’omicidio questa notte, davanti al magistrato Carmelo Barbaro della Procura di Pordenone, che indaga sul caso. Il pubblico ministero ha poi trasmesso il caso alla Procura dei minori di Trieste. Sul posto per i rilievi ci sono i carabinieri e il medico legale Antonello Cirnelli. Il movente dell’omicidio sarebbe legato a gravi dissidi familiari.

Il corpo non ancora trovato

La vittima sarebbe stata gettata nel canale Malgher, che scorre proprio nei pressi dell’abitazione. Finora il corpo però non è stato ancora trovato. Il ragazzo, dopo l’omicidio, avrebbe infatti trasportato il corpo della zia nella zona tra via Canaletta e via Verdi, gettandolo vicino a una chiusa del corso d’acqua. Un’area intorno alla quale si stanno concentrando le ricerche dei vigili del fuoco del locale distaccamento ai quali da stamani si sono aggiunti in rinforzo i sommozzatori del reparto specializzato di Venezia. Sospese durante la notte, le ricerche sono riprese all’alba e sono rese particolarmente difficoltose dal fatto che le correnti potrebbero aver trascinato il cadavere lontano. La scomparsa della donna era stata denunciata dai parenti nella giornata di ieri. Dopo alcune ore di indagini, gli investigatori hanno messo alle strette il giovane la cui ricostruzione dei giorni precedenti presentava alcune lacune.