Dopo Venezuela e Cuba, Trump potrebbe mettere nel mirino il Paese centroamericano, dove Pechino progetta da tempo un canale alternativo a Panama. Puntellando la sua presenza nel giardino di casa degli States.
Un Paese guidato da un ex guerrigliero rivoluzionario ispirato alla dottrina marxista che sceglie di avere rapporti diplomatici con Taipei, piuttosto che con Pechino. Fino a pochi anni fa, il Nicaragua di Daniel Ortega era curiosamente una delle poche nazioni al mondo a mantenere relazioni ufficiali con Taiwan. Poi, nel dicembre 2021, è arrivata la scelta di riconoscere la Repubblica Popolare Cinese e avviare le relazioni con Pechino. Un passo imitato nel 2023 anche dall’Honduras, a completamento di un processo che ha visto diverse capitali dell’America Latina procedere a un cambio di campo, a testimonianza della crescente influenza della Cina nel cosiddetto giardino di casa degli Stati Uniti.
Gli occhi di Trump su Managua
Ecco, il Nicaragua potrebbe diventare il prossimo terreno di confronto tra Washington e Pechino. Nonostante i toni positivi del recente summit tra Xi Jinping e Donald Trump, infatti, la competizione tra le due superpotenze prosegue e, anzi, potrebbe presto intensificarsi. A partire dall’emisfero occidentale, riportato da Trump al centro delle priorità strategiche degli States, come dimostrano le recenti mosse su Venezuela, Panama e Cuba.








