La Casa Bianca apre un nuovo fronte nel suo cortile di casa. L’approvazione unanime dell’Assemblea nazionale del Nicaragua della riforma promossa dal presidente Daniel Ortega, con cui vieta ai partiti di opposizione di presentarsi alle elezioni e allunga il suo mandato da sei a sette anni, suscita la reazione di Washington. La riforma, sottolinea il segretario di Stato Marco Rubio, “ha smantellato ciò che restava della democrazia nicaraguense. Gli Stati Uniti implementeranno misure al prossimo [vertice] dell’Organizzazione degli Stati americani per garantire che il nostro emisfero interrompa il business as usual con questa dittatura”. La richiesta dunque è di isolare il Nicaragua da un punto di vista commerciale, aumentando la pressione su Ortega. “Le dittature che calpestano i diritti inalienabili dei propri cittadini non dovrebbero godere degli stessi vantaggi economici o politici dei governi impegnati a difendere la pace e la sicurezza”, aggiunge in seguito. Senza mai nominare Rubio, la risposta di Ortega non tarda ad arrivare. “Solo perché sono una potenza militare, si sentono in diritto di attaccare”, afferma. “A coloro che ci minacciano costantemente, dico: ecco un popolo e un esercito che non si lasceranno mai comprare e non si arrenderanno mai”.