Il governo nicaraguense firmerà un accordo di amicizia con la Russia riguardo alla regione ucraina di Donetsk occupata da Mosca, secondo quanto riportato lunedì da La Gaceta, il megafono ufficiale del regime. Nello stesso giorno i co-presidenti del Nicaragua Daniel Ortega e Rosario Murillo hanno espresso le loro condoglianze a Vladimir Putin per il recente attacco a un college di Starobelsk da parte delle truppe ucraine. «Preghiamo per lei e per la sua nazione, così come per le famiglie delle vittime […] sappiamo che la forza del bene li sconfiggerà».
L’accordo segnala inoltre che la sopravvivenza a lungo termine del sistema Ortega-Murillo è sempre più legata non alla legittimità interna, ma a partenariati autoritari esterni. Questo è importante perché il Nicaragua si sta già evolvendo da una presidenza personalistica verso una struttura politica dinastica incentrata proprio sulla famiglia Ortega-Murillo.
I dittatori sandinisti hanno conferito pieni poteri a uno dei loro figli, Laureano Facundo Ortega Murillo, che ricopre la carica di consigliere presidenziale per gli investimenti, il commercio e la cooperazione internazionale e di rappresentante speciale dei co-presidenti della Repubblica per le questioni con la Russia. È stato infatti Laurano Facundo -è di casa al Cremlino- a firmare l’“Accordo per l’instaurazione di relazioni amichevoli tra la formazione municipale del distretto urbano di Donetsk della Repubblica Popolare di Donetsk (Federazione Russa) e la città di Managua”. Sesto dei nove figli dei dittatori sandinisti, quarantaquattro anni, è sanzionato dagli Stati Uniti e dall’Unione europea per aver commesso «gravi violazioni dei diritti umani» contro i nicaraguensi e per aver sostenuto le elezioni «fraudolente» del novembre 2021, in cui i suoi genitori sono stati rieletti mentre i loro principali oppositori erano in prigione. Considerato erede designato da alcuni settori dell’opposizione, Laurano è stato incaricato dai genitori di firmare accordi di cooperazione oltre che con la Russia, anche con Cina e Bielorussia, scavalcando di fatto i co-ministri degli Esteri nicaraguensi Valdrack Jaentschke e Denis Moncada Colindres.








