Il primo giorno fuori dal carcere di Alberto Stasi dopo la concessione dell’affidamento in prova da parte del Tribunale di sorveglianza di Milano. Dopo i saluti a detenuti e personale a Bollate, ha raggiunto l’hinterland milanese e la madre Elisabetta Ligabò. La nuova vita resta comunque regolata da prescrizioni precise.

Alberto Stasi

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Dopo oltre dieci anni e mezzo tra detenzione e misure alternative per l'omicidio di Chiara Poggi, Alberto Stasi ha lasciato definitivamente il carcere di Bollate in seguito alla decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano, che ha concesso l’affidamento in prova. Il provvedimento è diventato operativo nella mattinata successiva all’udienza di venerdì, quando i giudici si sono riservati e hanno poi depositato l’atto che ha reso esecutiva la misura.

L’uscita dall’istituto penitenziario è stata accompagnata da gesti ormai consolidati: il saluto al personale e ai detenuti, poi la raccolta degli effetti personali prima di lasciare la struttura. Nel provvedimento, i giudici hanno richiamato un profilo definito da "equilibrio e resilienza", sottolineando come il comportamento di Stasi "non difetta di maturità e consapevolezza" e risulti "estraneo a contesti, logiche e subculture schiettamente criminali". Centrale anche il giudizio sulla condotta durante la semilibertà, considerata regolare e coerente con il percorso di reinserimento.