Il braccio di ferro tra la Sav e la Regione non è mai iniziato, ed è tutto pronto per la chiusura del raccordo di Sorreley: i 7.900 metri del tratto autostradale che collega l’autostrada A5 all’altezza dello svincolo di Aosta Est e la statale 27 del Gran San Bernardo a monte di Signayes, resteranno chiusi da domani alle 9 e fino alle 19 di mercoledì 30 giugno 2027. Con la chiusura del raccordo gestito dalla Società Autostrade Valdostane, con le gallerie Côte de Sorreley e Signayes in un periodo in cui il turismo estivo non è ancora nel vivo e il traffico degli studenti verso le scuole è fermo, la Protezione civile regionale vuole capire il reale impatto della chiusura. A spaventare in particolare sono i tir, che si riverseranno insieme al traffico leggero lungo via Roma e viale Gran San Bernardo, nel cuore di Aosta.

«Dobbiamo capire se costa di più la salsa del pesce» dice Valerio Segor, capo della Protezione civile regionale. Tradotto? Pronte a essere messe in campo ci sono una serie di misure, ma visto il periodo «tranquillo» serviranno 10 giorni o due settimane per tararle. Il numero di tir complessivi spaventa. «Nel raccordo transitano 40 mila mezzi pesanti l’anno – dice Segor – ma suddividendo il traffico per fasce orarie il risultato è diverso». È pronta l’area ex Sima di Pollein, vicino al birrificio dell’Heineken, per stoccare i camion in eventuali momenti di punta. «Ma in questa prima fase la sua attivazione non è prevista – spiega Segor –. I mezzi sono pochissimi, al massimo 40 l’ora. Se fossimo in una situazione d’emergenza, l’area di regolazione sarebbe affidata alla Guardia di finanza per la gestione e alla polizia stradale per la regolazione dei flussi. Essendo in una situazione strutturale, non è possibile affidarne la gestione a forze di polizia. Occorre l’affidamento a una ditta esterna, con costi elevati e orari fissi. Stiamo ragionando e siamo pronti, ma prima di investire risorse vogliamo capire il reale impatto dei flussi di mezzi pesanti nelle fasce orarie più critiche».