«È logico che la preoccupazione ci sia». Stefano Distilli, presidente della Sitrasb, la Società italiana per il traforo del Gran San Bernardo, non nasconde dubbi e ansie per la vicinissima chiusura del raccordo di Sorreley tra l’autostrada A5 e la statale 27 del Gran San Bernardo, che evita al traffico internazionale verso la Svizzera e viceversa di attraversare il centro di Aosta. Le due gallerie saranno chiuse per più di un anno dall’11 giugno per lavori di manutenzione straordinaria non più rinviabili, pena la chiusura al traffico definitiva. Se sul traffico turistico diretto in Svizzera l’effetto di code e ritardi nel traffico di Aosta l’impatto dovrebbe essere ridotto, la preoccupazione della Sitrasb è che i tir si dirigano verso Gottardo o Sempione.
Niente caos per Aosta «In queste settimane, la chiusura del raccordo è diventata una questione politica – dice Distilli – mentre guardando la parte tecnica, i dati per calcolare gli impatti sul traffico sono stati malinterpretati su alcuni aspetti. Le stime dei passaggi orari di mezzi pesanti in città, ad Aosta, indicano circa 15 tir l’ora. Non sono numeri che potenzialmente possono creare quelle catastrofi che sembra dovranno avvenire». Numeri alla mano, il presidente della Sitrasb spiega che «il transito nel raccordo o in città porta una differenza di 7-8 minuti in condizioni ottimali. Si può ipotizzare, nei momenti di punta, un aumento di altri 10-15 minuti di coda, che nelle ore di maggior traffico porterà a 500-600 metri di coda in più». Distilli sostiene che «l’impatto maggiore che potrà avere è il traffico pesante».










