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Lo sciopero dei trasporti a Messina dei giorni scorsi è stato congelato, ma il clima resta teso. Dietro la decisione di sospendere l'agitazione, presa dai sindacati FILT CGIL, UIL Trasporti, FAISA CISAL e ORSA, c'è l'apertura di un tavolo istituzionale formale da parte del sindaco Federico Basile. Le quattro sigle promotrici, tuttavia, rivendicano con forza la paternità della mobilitazione e lanciano un duro monito a chi, fino ad oggi, è rimasto a guardare.Il peso della mobilitazione: "Il tavolo esiste grazie a noi"

La revoca temporanea dello sciopero viene definita dalle sigle sindacali come un grande atto di "responsabilità istituzionale", arrivato solo dopo la garanzia di un confronto concreto sulla piattaforma rivendicativa dei lavoratori."Prendiamo atto che le nostre iniziative di lotta hanno finalmente costretto tutti a confrontarsi con problemi ignorati per troppo tempo. Senza questa mobilitazione e senza il sostegno della stragrande maggioranza dei lavoratori, oggi questo tavolo semplicemente non esisterebbe."

L'affondo contro gli opportunismi e la difesa del diritto di sciopero

Il cuore del comunicato punta il dito contro i tentativi di "salire sul carro dei vincitori" da parte di sigle o soggetti rimasti in silenzio durante la fase calda della protesta. I promotori della vertenza contestano la credibilità di chi non ha mai denunciato i disagi quotidiani del personale ATM e oggi cerca "un ruolo da protagonista".Ancora più dura la replica a chi, in alcune note, ha tentato di delegittimare la protesta riducendola a un mero disservizio per la cittadinanza:Uno strumento di democrazia: Lo sciopero non è un semplice "disagio", ma un diritto costituzionale.Il sacrificio dei lavoratori: Astenersi dal lavoro significa rinunciare a una parte dello stipendio per chiedere sicurezza, dignità e migliori condizioni operative.La linea invalicabile: "Basta logiche di feudo"