A una settimana dal congresso straordinario del Partito Repubblicano forlivese, i vertici della consociazione intervengono per fare chiarezza sulla spaccatura interna e tracciare la linea politica futura. Al centro del dibattito c’è la decisione della minoranza di non riconoscere l’esito del voto.
Sulla questione si esprime duramente Massimo Merendi, membro del direttivo: "Hanno avuto modo di presentare le mozioni nelle sezioni. Ogni volta il responsabile organizzativo ha chiesto se si fossero verificate irregolarità: quello sarebbe stato il momento di parlare. Aspettare di perdere il congresso e annunciare che è invalidato ha veramente poco senso". A Forlimpopoli, secondo la minoranza, non sarebbe stata concessa una nuova sezione: "Nessuno ha visto gli elenchi di chi si volesse iscrivere".
Sulla stessa linea la segretaria Alessandra Ascari Raccagni, che definisce i contestatori "persone che non sanno rassegnarsi alla sconfitta. Noi siamo un partito piccolo, d’opinione, che lotta per non perdere un patrimonio culturale e politico. Se si sta dentro è perché ci si crede e non per avere chissà quali carriere politiche". Il Pri forlivese punta ora al rilancio, guardando alle nuove generazioni (una decina gli under 30). "Il partito sarà aperto a tutto il mondo repubblicano – spiega Merendi –, le porte sono aperte per chi vuole rientrare". Un "percorso di ascolto e rientro, aperti anche a conferire ruoli dirigenziali".








