Punto nascita di Campostaggia, uniscono le forze contro la chiusura tre liste civiche della Valdelsa di aree geografiche differenti: Vivi Poggibonsi, Pro Barberino Tavarnelle e Più Certaldo. In un incontro fra queste realtà, il via a un Tavolo della Valdelsa civico e trans-comunale secondo gli intenti espressi da Claudio Lucii di Vivi Poggibonsi, che ha coordinato il confronto alla presenza anche di Francesco Serchi, di Pro Barberino Tavarnelle, e di Andrea Ridi per Più Certaldo. Obiettivo, "una mobilitazione coordinata, concreta e radicata nel territorio sull’urgente e scottante tema della paventata chiusura del punto nascita di Campostaggia". Si tratta quindi, stando a quanto dichiarato dagli esponenti civici, "di dare voce alle legittime preoccupazioni dei cittadini, per impedire che il diritto alla salute di prossimità venga sacrificato sull’altare dei tagli lineari". Nella circostanza "è emersa con forza la necessità di instaurare un canale di confronto diretto con la Regione Toscana, in modo da garantire che la voce delle comunità valdelsane non resti lettera morta nei palazzi di Firenze". Diverse le criticità: "Aspetti che rendono la scelta della chiusura non solo ingiusta ma profondamente rischiosa". Si parla, nel documento dei civici, di una mancanza di politiche per la natalità. "E’ stato evidenziato – spiegano - come la diminuzione dei parti sia la conseguenza di un’assenza cronica di sostegni alle famiglie e alle giovani coppie che si trascina da anni. Quello che oggi rischia la chiusura per una fredda logica burocratica è, per paradosso, il reparto che per molti anni ha rappresentato un modello d’eccellenza nazionale,". Altro motivo di attenzione, la mobilità: "Spostare le donne partorienti verso altri ospedali significa fare i conti con le delicate condizioni della viabilità. Le criticità strutturali della 429 e dell’Autopalio sono un rischio concreto per la sicurezza di mamme e neonati". C’è inoltre la cosiddetta "trappola dei numeri algoritmici": "I parametri attuali si basano esclusivamente sul numero delle nascite, ignorando la reale estensione geografica del comprensorio". Quando si parla di servizi essenziali e di salute, comunque, non esistono confini comunali o bandiere ideologiche: questo in definitiva il commento a margine di un tavolo considerato "un’azione di liste civiche per fare squadra in una battaglia appena iniziata".