Giovani che se ne vanno altrove. Giovani che si lasciano alle spalle l’Umbria in cerca di un futuro più redditizio. L’elaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria su dati Istat mostra che tra il 2016 e il 2025 dalla regione sono emigrati all’estero, trasferendo la residenza, 8.453 giovani italiani tra 18 e 39 anni: 6.739 dalla provincia di Perugia e 1.714 da quella di Terni. Nello stesso periodo gli under 39 italiani iscritti dall’estero, cioè arrivati o rientrati, sono stati 2.797. Il saldo netto è negativo per 5.656 giovani, una perdita che vale 1,43 miliardi. Per Perugia il conto arriva a circa 1,14 miliardi; per Terni a 291,2 milioni.
La scala del fenomeno si capisce guardando il Pil. A livello nazionale, la perdita decennale di capitale umano giovanile considerata nella fascia 18-39 anni vale 105,6 miliardi, circa il 4,7% del prodotto interno lordo di un anno. In Umbria il peso è persino più alto: 1,43 miliardi equivalgono a circa il 5,1% del Pil regionale annuo. Tradotto: ogni anno la regione brucia, in capitale umano giovanile netto trasferito all’estero, un valore vicino allo 0,5% del proprio Pil.
Il 2025 dice che il problema resta più aperto che mai. Dall’Umbria sono partiti 813 giovani italiani under 39, contro 285 arrivi o rientri dall’estero. Il saldo negativo di 528 giovani produce una perdita patrimoniale stimata in 133,6 milioni di euro in un solo anno: 99,7 milioni nella provincia di Perugia e 33,9 milioni in quella di Terni. La parola decisiva è “saldo”: non si misura la mobilità in sé, che può essere ricchezza, ma l’incapacità di compensare le uscite con rientri, ingressi qualificati e opportunità equivalenti.






