"Via i cellulari ai bambini che devono tornare a giocare in modo autonomo e libero". Francesco Tonucci, pedagogista fanese, che ha ideato il progetto "La città dei bambini", commenta quanto accaduto al liceo scientifico Torelli: versi sessisti firmati da ‘I poeti del bagno’ scritti a mano su un foglio protocollo a quadretti, attaccati sulla porta di uno dei bagni maschili. "Il vero tema non sono i bagni delle scuole – afferma – ma i cellulari nelle tasche dei ragazzi. Con la rete internazionale del progetto ‘La città dei bambini’ stiamo portando avanti la campagna ‘Io esco a giocare’ per promuovere il gioco libero – che una volta facevamo tutti – fuori casa, senza adulti, a partire almeno dai 6 anni. E’ questa l’unica offerta che a un bambino o una bambina di quell’età può interessare di più del telefonino". Il suggerimento ai genitori è di ritardare il più possibile l’uso del cellulare. "I genitori – prosegue Francesco Tonucci – temono quello che può accadere ai loro figli se escono in strada, ma il cellulare usato in casa è molto più pericoloso. Esistono numerose ricerche scientifiche condotte in tutto il mondo che dimostrano come i telefonini distruggano infanzia e adolescenza. Se l’approccio con il cellulare per gli adulti è comunque difficoltoso, non lo è per i bambini di 7-8-10 anni che, con estrema facilità, rischiano di imbattersi in programmi di pornografia, a cui si aggiungono gioco d’azzardo, suicidio, autolesionismo". Il problema non è la tecnologia in sé, ma i tempi di utilizzo. "La scomparsa del gioco nei bambini – prosegue il pedagogista – è un fatto drammatico. Le famiglie devono acquisire la consapevolezza che le città di oggi sono più sicure di quanto non lo fossero per le generazioni precedenti. Io sono stato un bambino, libero di giocare a Fano, una città bombardata dove c’era un pericolo straordinario tra macerie e residuati bellici. I timori che hanno i genitori di lasciare i figli liberi di giocare nelle città non trova riscontri né giustificazione sia per quanto riguarda il numero dei reati sia per gli incidenti. Nel 1991 quando è nato il progetto ‘La città dei bambini’ in Italia si denunciavano 2.000 omicidi, oggi sono 300". L’invito alle scuole è di "rispettare lo spazio pomeridiano dei bambini sancito dall’articolo 31 della Convenzione dei diritti del bambino. I compiti sono un abuso commesso dalle scuole che, al contrario, dovrebbero spingere i più piccoli a fare attività libere e ad andare a scuola da soli. I diritti dei bambini si sposano con quelli delle donne: se i figli sono autonomi, le madri riconquistano il loro tempo libero".
Caso Torelli, Tonucci: "Togliete i cellulari"
Il pedagogista: "Ricerche dimostrano come i telefonini distruggano l’adolescenza"






