HomeModenaCronacaL’assemblea pastorale: "Catechesi da ripensare. Più esperienze concrete"Il messaggio del vescovo Castellucci: "Tanti interrompono dopo la Cresima. Il Vangelo va ricavato dalla realtà di tutti i giorni: confronto e vita di comunità".Il messaggio del vescovo Castellucci: "Tanti interrompono dopo la Cresima. Il Vangelo va ricavato dalla realtà di tutti i giorni: confronto e vita di comunità".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciCon uno sguardo rivolto al delicato contesto geopolitico e la priorità di "condividere" e "tessere relazioni autentiche" portando avanti il tema della pace, si è concluso l’Anno pastorale delle diocesi di Modena-Nonantola e Carpi.

L’assemblea pastorale interdiocesana, ieri alla chiesa di Gesù Redentore, è stata l’occasione per ripercorrere le principali iniziative portate avanti nel 2025/26 e i progetti avviati nei diversi ambiti, ma anche per volgere lo sguardo al futuro. Novità principale, è stata la nomina dei cinque nuovi Vicariati, che ha cambiato l’ossatura dei servizi pastorali, con la necessità di maggiori sinergie. "È stato un anno di ristrutturazione del territorio e anche dei servizi diocesani – afferma l’arcivescovo Erio Castellucci –; sono stati creati cinque vicariati interdiocesani, prima erano tredici vicariati e sei zone pastorali, quindi c’è stata una semplificazione, sono state fatte assemblee vicariali, sono stati individuati vicari e sono in via di costituzione delle equipe". Un anno dedicato a pace, formazione e al rinnovamento anche dell’iniziazione cristiana. Dall’incontro emerge la volontà di costruire una Chiesa capace di leggere i segni del tempo e di rispondere alle sfide del presente senza perdere la propria vocazione missionaria. "È stato un anno dedicato alla pace con tante iniziative – continua Castellucci –, incontri, momenti di preghiera e momenti di formazione. Per il prossimo anno pastorale vorremmo costruire pian piano una metodologia nuova di formazione dei bambini, ragazzi, giovani, ma anche adulti. Non possiamo più pensare che l’iniziazione cristiana riguardi soltanto i bambini". Secondo monsignor Castellucci, l’impostazione che in passato funzionava non è più adeguata al contesto attuale: "Oggi, dopo la Cresima, molti ragazzi interrompono drasticamente il proprio cammino ecclesiale. Per questo si rende necessario un ripensamento profondo della catechesi, che coinvolga bambini, giovani e adulti e che favorisca esperienze concrete di vita cristiana: la preghiera vissuta nelle comunità, la partecipazione alla vita parrocchiale, l’incontro con realtà missionarie e il confronto con altre tradizioni religiose presenti sul territorio. E una maggiore responsabilizzazione dell’intera comunità cristiana con una progressiva ‘descolarizzazione’ dei percorsi". Una visione più "integrale e globale della formazione" e l’importanza di "una Chiesa in uscita. Bisogna ricavare il Vangelo dalla realtà di tutti i giorni".