FONTANIVA - È una mossa giocata in punta di diritto ma che – per adesso – ha sortito l’effetto sperato: con oltre due mesi e mezzo di anticipo sull’apertura del processo in Corte d’Assise, il 7 luglio Moreno Violetto, accusato di aver ucciso il 59enne Fatos Cenaj, sarà in aula per chiedere di essere giudicato con il rito abbreviato, nonostante l’imputazione contestata dal pm Maria Ignazia D’Arpa, cioè l’omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, non preveda nessuno sconto di pena dato dal rito e imponga che il dibattimento sia solo di fronte ad un’Assise. Com’è possibile, quindi, che a inizio luglio un giudice tenga un’udienza per valutare la richiesta di abbreviato per Violetto? Lo è in quanto l’avvocato del 45enne, il penalista veneziano Stefano Marrone, ha sollevato l’incostituzionalità dell’articolo 438 del codice di procedura penale che lascia la possibilità di scegliere il rito abbreviato a tutti gli imputati, esclusi coloro che sono a processo per fatti puniti con l’ergastolo. Una mossa che ora dovrà passare il vaglio di un giudice e che, dovesse fare breccia, cambierebbe per sempre la vita processuale di Violetto. A inizio giugno infatti era stata accolta la richiesta di giudizio immediato proposta dalla procura e fissata l’udienza in Corte d’Assise il 30 settembre.
Fatos Cenaj ucciso con uno sparo alla testa, Moreno Violetto tenta la strada dello sconto. La difesa: «Incostituzionale non avere benefici»
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