TREVISO - In via Roma, nel cuore della zona rossa dove già operano forze dell’ordine ed Esercito, arrivano i vigilantes nei locali: servono più controlli. I titolari del bar Dm, in queste settimane bersagliato dalle lamentele dei residenti per la presenza di gruppi di giovani molesti che bazzicano tra i suoi tavolini, sono stati chiamati a rapporto da Ca’ Sugana per trovare un rimedio: «E si sono dimostrati estremamente disponibili e collaborativi», sottolinea il sindaco Mario Conte. Assieme a Rosanna Vettoretti, assessore alle Attività Produttive, e al comandante della Polizia locale Patrich Antonello, hanno esaminato le possibili strategie da adottare per preservare il bar dalla clientela molesta. E una delle opzioni è quella di istituire un servizio di vigilanza, discreta ma in grado di fare da deterrente: «È una misura, non l’unica, che ci sta e che verrà adotta - spiega Conte - anche se avrà un carattere temporaneo».
Il ponte di San Martino
Ma Dm non è la sola attività ad aver intrapreso questa strada. Stessa soluzione è in valutazione anche alla gelateria Sommariva, che da quando ha aperto è diventato il presidio di ponte San Martino e ogni giorno deve vedersela con bulli e ragazzini più o meno terribili: «Avevamo già ipotizzato di avere una vigilanza fin dal giorno dell’apertura - spiega - e ci stiamo ancora pensando. Intanto abbiamo investito su videosorveglianza e dispositivi di sicurezza personali per il nostro personale». Decisioni che arrivano nonostante la zona rossa e i controlli continui di forze dell’ordine e Polizia locale. Che non sempre bastano. Quando succede qualcosa le pattuglie arrivano ma, nel frattempo, i commercianti devono gestire situazioni spesso ad alta tensione. Da qui la scelta, a volte obbligata, di cercare dei rimedi alternativi.









