Milano, 14 giu. (askanews) – Renato Pagnan parla della terrazza come altri parlerebbero di un brevetto. Con cautela, come se avesse paura di consegnare troppo facilmente il segreto di Isamar. “La terrazza associata a una casa deve essere più importante di quella che le persone hanno a casa loro”, dice. Poi si ferma, sorride, aggiunge che forse non dovrebbe dirlo.
Eppure il punto è lì. In quella superficie all’aperto, appoggiata al terreno, coperta, abitabile. Una specie di stanza estiva dove si mangia, si legge, si asciuga un costume, si guarda un bambino passare in bicicletta. Dentro la casa mobile ci si dorme. Fuori, spesso, si vive. E forse proprio lì si capisce perché una vacanza nata mezzo secolo fa dal mondo del campeggio oggi abbia assunto la forma di una piccola città stagionale.
Isamar Holiday Village, a Isolaverde di Chioggia, nasce nel 1971 da un progetto dello stesso Pagnan. Oggi occupa 40 ettari, ha circa 5.700 posti letto distribuiti in 900 unità abitative e registra 400mila presenze l’anno. Con Isaresidence, sempre a Chioggia, genera una ricaduta economica che sfiora i 40 milioni di euro e contribuisce per circa il 40% al gettito comunale dell’imposta di soggiorno.
Numeri da piccola industria turistica. O, per usare l’immagine che viene più naturale camminando tra vialetti, piscine, case mobili, ristoranti, spiagge, depurazione e impianti, da città stagionale. Una città che concentra la parte decisiva dell’anno in poco più di cento giorni. “Qui in quattro mesi facciamo 400mila presenze: vuol dire 100mila al mese”, osserva Pagnan. “È una città a tutti gli effetti. Ed è più importante quello che c’è sotto terra – fognature, impianti, depurazione – di quello che si vede”.











