Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNonostante i tempi incerti le startup danno segnali di vitalità. L’ultimo censimento (gennaio 2026) ne ha contate 11.090, in calo del 4,2% rispetto al 2024 ma con un fatturato in crescita, che supera i 400 milioni. C’è meno improvvisazione e più attenzione al mercato rispetto alla fase pionieristica.
L’ultimo rapporto Crif-Cribis sottolinea: «Il quadro che emerge è quello di un universo di startup che, pur attraversando una fase di assestamento numerico, continua a rafforzare la propria specializzazione tecnologica. La sfida per i prossimi anni sarà trasformare l’innovazione in un volano di crescita, favorendo l’accesso al capitale, l’internazionalizzazione e il consolidamento delle competenze». Secondo un’altra ricerca, di Italian Tech Alliance, nel 2025 gli investimenti in startup sono ammontati a 1,7 miliardi, il migliore risultato di sempre. Anche le aziende hanno incominciato a interessarsi alle startup riconoscendone la spinta all’innovazione. Ecco alcuni esempi di chi è riuscito a superare la fase d’avvio e si trova sul mercato coi propri brevetti.
Detriti spaziali
Lorenzo Agostini è ad di AdapTronics, spin off dell’università di Bologna che ha ottenuto il supporto della Banca europea d’investimento. Trasforma il modo in cui i robot afferrano e manipolano gli oggetti. Spiega: «AdapTronics sblocca capacità di presa senza precedenti per oggetti di qualsiasi forma, dimensione e materiale, grazie a una tecnologia che trasforma qualsiasi superficie di contatto in una pinza elettrostatica. Viene usato nella robotica, nell’agritech ma anche nella manutenzione in orbita e nella rimozione dei detriti spaziali».








