Tradito dal desiderio di rivedere la sua amante. È stato incastrato così Gennaro Russo, detto ‘o suricill, latitante del clan Contini ricercato dallo scorso 3 marzo, quando si era reso irreperibile durante l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare che ha decapitato il suo gruppo criminale. Le indagini, partite da quel giorno, hanno portato gli uomini del Sisco e della Squadra mobile, diretta dal primo dirigente Maria Grassia, a ricostruire i rapporti più stretti del 50enne così da tenerli sotto controllo. Un’attività silente e meticolosa, condotta in collaborazione anche con l’Arma dei carabinieri, che ha consentito agli uomini in divisa di incastrare l’uomo nei giorni scorsi a Casalnuovo, presso l’abitazione della sua donna.

​Napoli, controlli al Vomero: fermato 25enne per guida senza patente. Era recidivo Gli investigatori hanno fatto irruzione nell’appartamento e gli hanno notificato il provvedimento al quale era sfuggito nei mesi precedenti. Ora le indagini proseguono per cercare di ricostruire i suoi spostamenti da marzo e di capire se ci sia stato qualcuno ad aiutarlo nel corso della sua latitanza durante la quale, secondo gli inquirenti, avrebbe proseguito a gestire le attività illecite che gli erano state affidate dal cartello criminale di appartenenza. Le indagini, ricordiamo, sono coordinate dalla Direzione distrettuale Antimafia di Napoli. Il personaggio Secondo gli inquirenti Gennaro Russo, originario del rione Sant’Alfonso nel quartiere di Poggioreale, meglio noto come ‘O Connolo, è un esponente di spicco del clan Contini, l’organizzazione criminale confederata, insieme ai Licciardi e ai Mallardo, nella Alleanza di Secondigliano. Il suo ruolo sarebbe stato proprio quello della gestione dei traffici di sostanza stupefacente e delle estorsioni all’interno del quartiere di appartenenza. Il clan, secondo gli inquirenti, opererebbe su vaste aree della città attraverso articolazioni criminali dotate di una parziale autonomia sul territorio. E così, “referenti” e affiliati pur gestendo gli affari quotidiani, restano comunque obbligati a fare riferimento e a rispondere direttamente ai vertici della cupola. È in questo contesto che lavorava, secondo gli investigatori, Russo al quale erano affidati compiti di rilievo su mandato diretto dei vertici insieme ai fratelli Antonino e Giovanni. Clan Contini, ecco chi è il ras Gennaro Russo: il latitante bloccato a Casalnuovo con una donnaL’ordinanza Il blitz al quale era sfuggito Gennaro Russo a marzo scorso, aveva visto lavorare fianco a fianco Squadra mobile e carabinieri del comando provinciale. Una indagine dai numeri colossali che si era chiusa con quattro ordinanze di custodia cautelare, oltre 200 indagati e 71 ordini di cattura decapitando tre cartelli criminali: i Giuliano-Mazzarella, i Mauro-Pirozzi-Savarese e i Contini Le indagini si concentrarono su diversi quartieri della città di Napoli: rione Amicizia, Arenaccia, Sanità, Borgo Sant’Antonio Abate, ma anche Forcella, Duchesca, Maddalena e Poggioreale. Le indagini hanno consentito la ricostruzione del controllo dei rioni cittadini attraverso il presidio stabile degli affiliati, attuato anche e soprattutto con l'uso di armi da fuoco per rivalse armate nei confronti dei gruppi rivali. Con una delle quattro ordinanze fu ricostruito anche il quadro indiziario nei confronti del presunto secondo esecutore materiale dell’omicidio di Emanuele Durante, vittima di un agguato di camorra il 15 marzo 2025, strettamente collegato con quello di Emanuele Tufano, avvenuto nel 2024, nell’ambito della guerra tra gruppi criminali della Sanità e di Piazza Mercato. Si tratta del 31enne Vincenzo Brandi, identificato grazie alle scarpe indossate, a lui l’ordinanza fu notificata in carcere dove era già detenuto.