Una comunicazione di fine anno scolastico, simile a quelle ricevute da migliaia di famiglie italiane, è diventata il centro di una vicenda che ha colpito profondamente Battipaglia. La destinataria è una studentessa di 17 anni dell'Istituto superiore "Enzo Ferrari" che da circa diciotto mesi si trova in coma. Non frequenta le lezioni dalla fine del 2024 e nei giorni scorsi la famiglia ha ricevuto l'esito dello scrutinio finale: non ammissione alla classe successiva per il superamento del limite di assenze previsto dalla normativa scolastica. Nel documento trasmesso ai genitori compare la sigla "N.C." (non classificata), a indicare l'assenza di elementi utili per la valutazione finale. Secondo quanto si apprende dalla documentazione inviata alla scuola, il padre della ragazza avrebbe contestato il provvedimento sostenendo l'impossibilità oggettiva, per una persona in stato di coma, di partecipare alle attività didattiche o di essere valutata sotto il profilo dell'impegno e della frequenza.
Il genitore avrebbe chiesto l'annullamento dello scrutinio finale, una rettifica della decisione e chiarimenti scritti sulle procedure adottate. Dal canto suo, la dirigenza scolastica rivendica la correttezza dell'iter seguito. «Non è mai venuta a scuola, normativamente non è possibile ammetterla» afferma al Mattino il dirigente scolastico Luca Mattiocco. Il preside respinge inoltre ogni accusa di disattenzione: «Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità. La ragazza è stata ricordata in un momento pubblico organizzato dall'istituto e una docente si è recata personalmente a casa per farle visita». Sul piano amministrativo, il dirigente evidenzia la differenza rispetto all'anno precedente: «L'anno scorso era stata ammessa alla classe successiva sulla base delle valutazioni già disponibili nel primo quadrimestre. Quest'anno, invece, non c'erano elementi valutativi e la normativa non mi consentiva di procedere nello stesso modo». Maturità 2026, la storia di Roman e Oleksii Shcherbatiuk: dalla fuga dall'Ucraina in guerra al diploma a SalernoLa vicenda ruota attorno a due principi fondamentali della normativa scolastica. L'articolo 14 del Dpr 122/2009 prevede la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale, pur consentendo deroghe per gravi motivi di salute. Tuttavia la deroga alle assenze non comporta automaticamente la promozione: resta necessario che il consiglio di classe disponga di elementi sufficienti per formulare una valutazione. È proprio qui che si concentra il nodo della vicenda. Da una parte le regole che disciplinano la validità dell'anno scolastico; dall'altra una storia che, per la sua eccezionalità, tocca inevitabilmente la sensibilità dell'opinione pubblica. A Battipaglia il caso della studentessa è diventato il simbolo di un confronto delicato tra il rigore delle procedure amministrative e quelle che molti definiscono le ragioni del cuore, interrogando un'intera comunità sul modo in cui le istituzioni affrontano le situazioni di maggiore fragilità.










