MILANO - È nella città dei network nazionali che Francesca Bodie ha deciso di presentare i punti salienti che caratterizzeranno la sua presidenza colorata arancioneroverde. Ad accompagnarla nella presentazione del progetto, in questo esordio ufficiale con i mass media dopo circa un mese dall'annuncio, ospitato negli spazi del decimo piano della Torre Velasca in centro a Milano, c'erano alcuni dirigenti del Venezia FC: Andrea Rogg, Director of Operation, Filippo Antonelli, Sport Director e GM, Nicola Boscaro, Chief Revenue Officer.
L'ESPERIENZA «Per me ha esordito la numero uno del club lagunare è un grande onore poter rappresentare il Venezia insieme a questo straordinario gruppo dirigente, che considero uno dei migliori con cui abbia mai lavorato. Ho il privilegio di operare nello sport da circa vent'anni. Sono nata a Como e ho studiato a Firenze venticinque anni fa, prima di trasferirmi negli Stati Uniti. Amo questo Paese, amo Venezia e mi sento davvero fortunata per l'opportunità che mi è stata data: rappresentare non soltanto questo club, ma anche il Veneto e l'Italia attraverso uno degli sport più importanti del mondo». Ampia l'esperienza acquisita in questi anni. «Dopo la laurea a Stanford, in California, ho iniziato la mia carriera nel mondo dello sport con un gruppo che gestiva realtà come i Lakers, i Kings, e poi anche il festival Coachella e l'Arena di Londra.Successivamente sono passata alla Maple Leaf Sports & Entertainment, una delle organizzazioni sportive più prestigiose del Nord America, con la gestione delle squadre di calcio ed hockey di Toronto. Infine, assieme a mio padre, abbiamo fondato una decina di anni fa l'Oak View Group, una realtà imprenditoriale nata proprio dall'incontro tra sport, intrattenimento e sviluppo di infrastrutture immobiliari. Siamo partiti da zero. Abbiamo realizzato la Climate Pledge Arena di Seattle, la prima arena al mondo a impatto climatico zero. Abbiamo costruito impianti anche in altre città, come a New York, e spesso si è puntato a sviluppare partnership tra pubblico e privato. Non ci siamo limitati agli Stati Uniti, abbiamo esportato questo modello anche nel Regno Unito, a Manchester, dove è stata realizzata la prima arena privata della città, in collaborazione con il Manchester City. Lo scorso novembre ho lasciato il mio ruolo operativo in Oak View Group per questa nuova avventura che mi ha portato qui. Manteniamo ancora una partecipazione nella società, e siamo molto orgogliosi del percorso che sta continuando a fare. Tuttavia, io e mio padre sentivamo il desiderio di tornare a lavorare direttamente con una squadra».LA DECISIONE Perché la scelta di venire a Venezia? «Quello che cercavamo era un'opportunità speciale: una società con una cultura dello sport assolutamente unica, un direttore sportivo di eccelso livello, uno stadio molto interessante rispetto alla nostra esperienza e a quello che possiamo dare nei vari settori di nostra competenza, infine a livello mondiale non è facile trovare una realtà dove avere una partnership tra pubblico e privato». Alla fine, un messaggio d'amore. «Mi sono innamorata di questa città, dei suoi tifosi e della sua gente. Non esiste un altro luogo al mondo come Venezia, lavorando sul campo e fuori. Per questo, tutta la nostra attenzione è concentrata qui, anche se sono nata a Como, ma ero piccolissima, e quindi non mi ricordo molto. In Italia ho imparato il vostro atteggiamento nei riguardi della famiglia e della vita. Ed è lo stesso per noi, in quanto la nostra è una attività di famiglia che ci rende piuttosto unici nel panorama sportivo internazionale. Ci preme molto quello che viene fatto da ogni settore di questa società. Sono principi che, oggi, guidano il nostro modo di lavorare».






