Malta – Niente dodicesima Coppa dei Campioni. La Pro Recco l’occhiolino al titolo europeo lo aveva già strizzato giovedì dopo la convincente prestazione in semifinale contro l’Olympiacos. Ma in finale è stato diverso. Lo si sapeva: un’altra a gara a senso unico era molto improbabile. Così è stato. Poteva vincere il Recco, poteva farlo il Barceloneta. Alla fine la Coppa ha preso la strada della Spagna. Un gol di differenza è pesato come un macigno. Un quarto tempo con maggiore lucidità degli spagnoli nei momenti chiave dell’incontro ha consegnato il trofeo a Munarriz e compagni. Poi ci sono tanti altri dettagli che hanno pesato.
Non è bastato ad esempio un super Gimmo Nicosia che ha parato due rigori (uno a Munarriz con l’ex Barceloneta Granados che suggerisce all’orecchio la posizione giusta al suo portiere e l’altro a Sanahuja) e quella media in superiorità numerica quasi perfetta che è stata sporcata proprio all’ultimo. Poteva essere decisivo il primo, ma alla fine lo è stata la seconda circostanza. Di certo Recco-Barceloneta è stata una bellissima finale. Gli spagnoli sono andati subito avanti di due gol, ma il Recco a metà primo tempo aveva già pareggiato (3-3). Poi sono stati i biancocelesti a prendere in mano il match. Ad un certo punto (eravamo a metà secondo tempo) un gol di Condemi ha fatto segnare anche un interessante 10-7 a favore dei biancocelesti. Il Barceloneta, però, è rimasto attaccato. Quella capacità di saper soffrire vista anche in semifinale contro il Ferencvaros (alla fine terzo con Olympiacos quarto) si è vista pure contro la Pro Recco. Biel, che sarà poi decisivo nel quarto tempo, ha segnato il 12-12 ad inizio della terza frazione di gioco.









