Una data incisa su pietra sposta indietro la storia del calendario Maya e mostra il peso politico del tempo sacro

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La pietra parlava pianoIl tempo come tronoUna stele da quattro tonnellate

Nel sud-est dello Stato messicano di Campeche, dove la giungla si riprende tutto con una pazienza quasi offensiva, una pietra consumata ha restituito una data. Piccola cosa, sulla carta. Una sequenza di segni appena leggibili, corrosi dal tempo, dalla pioggia, dalla fragilità del calcare. Eppure quei segni portano il calendario Maya più indietro di oltre un secolo rispetto al riferimento più antico finora riconosciuto nelle Lowlands, le terre basse maya che attraversano parte del Messico meridionale, del Guatemala e del Belize.