Gli accertamenti, condotti con il Centro Tossicologico di Bologna e altri laboratori specialistici, hanno escluso un'infezione da botulino e individuato la presenza di alcaloidi tropanici, sostanze in grado di provocare una profonda depressione neurologica. "L'intervento precoce e tempestivo ha permesso di curare al meglio il piccolo, consentendogli un recupero totale e rapido - osserva Giancarlo Gargano, direttore della neonatologia e terapia intensiva neonatale -: il caso deve essere da monito per tutti i genitori affinché si astengano dal somministrare ai neonati prodotti non sicuri e senza prescrizione medica. Nel nostro caso l'esito è stato favorevole, ma dobbiamo ricordare che l'ingestione di alimenti di dubbia provenienza, tossici o potenzialmente tali può comportare esiti gravissimi e talora fatali".