ROMA – E’ la protezione dei civili dalle armi esplosivi nelle aree popolate l’altro grande fronte sul quale molte organizzazioni chiedono lo schieramento deciso degli Stati. La Rete Italiana Pace e Disarmo rilancia dunque i dati e le richieste della rete internazionale INEW: “In tutto il mondo i civili continuano a pagare il prezzo più alto dell’uso di armi esplosive nei conflitti”. È quanto emerge dal nuovo rapporto Explosive Weapons Monitor 2025, pubblicato dall’osservatorio della società civile che svolge ricerca e monitoraggio per conto dell’International Network on Explosive Weapons (INEW), la rete internazionale di circa 50 Organizzazioni Non Governative di cui fa parte anche la Rete Italiana Pace e Disarmo.
Il quadro tracciato dal rapporto è allarmante: la sofferenza è routine. Per il terzo anno consecutivo, intere comunità in numerosi Paesi colpiti da conflitti hanno subito bombardamenti quotidiani su città e centri abitati. La sofferenza dei civili causata dalle armi esplosive sta diventando una caratteristica di routine della guerra, non più un’eccezione: un processo di “normalizzazione” del danno ai civili che il rapporto indica come uno dei rischi più gravi per il diritto internazionale umanitario e per le norme che proteggono le popolazioni nei conflitti armati.












