Ormai siamo a un numero di conflitti armati tra Stati e anche di livelli di conflittualità geopolitica che non si registravano dalla fine della Seconda guerra mondiale. A segnalarlo è l’Università di Uppsala con un’analisi basata sui nuovi dati ufficiali dell’Uppsala conflict data program (Ucdp), il centro di ricerca leader mondiale sul monitoraggio delle violenze organizzate. Come spiegano i ricercatori dell’istituto svedese, nel 2025 il numero di conflitti tra nazioni è raddoppiato per il secondo anno consecutivo, passando da due nel 2023 a otto nel 2025, più altre cinque «guerre» che hanno causato la morte di almeno mille persone. Si tratta del dato più alto mai registrato da quando l’Ucdp ha avviato la raccolta dei dati nel 1946. Tra questi conflitti i ricercatori citano «le guerre tra Russia e Ucraina e tra Iran e Israele, nonché i conflitti tra India e Pakistan e tra Israele e Siria». Dice Shawn Davies, analista senior presso l’Ucdp: «Si osserva un netto aumento dei conflitti tra Stati. Per molto tempo le guerre tra Stati sono state relativamente rare, ma gli sviluppi degli ultimi anni indicano un inasprimento delle tensioni internazionali e cambiamenti nell’ordine di sicurezza globale».
I conflitti armati tra nazioni sono raddoppiati per il secondo anno consecutivo: toccato un record mai visto dal 1946
Ormai siamo a un numero di conflitti armati tra Stati e anche di livelli di conflittualità geopolitica che non si registravano dalla fine della Seconda guerra mondiale. A segnalarlo è l’Università di Uppsala con un’analisi basata sui nuovi dati ufficiali











