In Parlamento il senatore leghista Potenti ha chiesto al governo come intenda tutelare le forniture di elio e acido solforico. La risposta del sottosegretario Bizzotto ridimensiona il rischio russo sull’elio, ma conferma l’impegno a rafforzare la resilienza delle filiere critiche
La dipendenza dell’Italia da fornitori extraeuropei di materie prime strategiche torna al centro del dibattito parlamentare. Con un’interrogazione scritta, il senatore della Lega Manfredi Potenti ha chiesto al governo quali misure intenda adottare per garantire la continuità degli approvvigionamenti di elio e acido solforico, due sostanze la cui disponibilità è messa sotto pressione dalle attuali tensioni geopolitiche.
Nel testo dell’interrogazione, Potenti richiama un articolo de Il Sole 24 Ore del 15 aprile scorso per delineare uno scenario di crescente criticità. Sul fronte dei metalli, la guerra in Medio Oriente sta frenando la produzione di rame, nichel e cobalto, con ricadute anche sull’Italia. L’acido solforico, essenziale per l’estrazione di questi metalli, scarseggia perché la Cina (primo produttore mondiale) avrebbe già dimezzato le esportazioni, con la prospettiva di interromperle completamente. I prezzi sono in risalita dal 2022 e in Cile, primo produttore mondiale di rame e primo importatore di acido solforico, il prezzo del metallo rosso è aumentato del 54 per cento da fine dicembre, raggiungendo i 270 dollari per tonnellata.







