«Non ci sono stracci che volano all’interno del Campo largo, ma assistiamo alla tecnica del muretto a secco di chi, in questi anni, ha sempre preferito distinguersi con il consociativismo più che per costruire una vera alternativa alla destra nella nostra città».
Uscita sconfitta al primo turno nella corsa a sindaco di Sestu contro Michele Cossa, il leader del centrodestra, Michela Mura, 50 anni, già capogruppo del Pd in Consiglio comunale, ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, dopo che – soprattutto sui social – sono comparsi messaggi polemici sull’esito delle elezioni e sulle responsabilità della sconfitta.
Le urne hanno parlato e ora spuntano alcune critiche: le trova ingenerose?
«L’analisi del voto, per essere utile e consentire dei ragionamenti costruttivi, dovrebbe essere quanto più oggettiva possibile, ma a volte accade che elementi personali la condizionino sino a distorcere la realtà. Partiamo dai dati: su 9.227 votanti Cossa ha vinto con 4.881 preferenze e le sue 5 liste hanno preso 4.757 voti. A me, grazie al Campo largo unito, sono andati 3.371 voti, mentre la nostra coalizione di 4 liste ne ha preso 2.948. Dunque Cossa ha avuto 124 voti in più delle sue liste, io 423 in più rispetto alla nostra coalizione. Le persone che non sono andate a votare sono state 8.732».








