Si è chiusa una campagna elettorale appassionata, serrata e molto partecipata, iniziata con cinque aspiranti alla carica di sindaco e approdata, al ballottaggio, a un confronto tra due fronti contrapposti: quello che sosteneva Serafino Arena e quello a favore di Pierenzo Muraglie.

Da una parte, l’alleanza civica e progressista a sostegno di Arena, formata da Controcorrente, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e Ispica Progresso.

Dall’altra, lo schieramento guidato da Muraglie che, pur presentatosi ufficialmente con tre liste civiche, ha catalizzato l’appoggio di una vasta e composita area politica: la Democrazia Cristiana di Ignazio Abbate, Sud Chiama Nord (con Paolo Monaca definito “determinante per la vittoria” da Cateno De Luca), l’ex sindaco Leontini, esponenti della precedente amministrazione Rustico, l’Mpa di Angelo Galifi — il quale ha rivendicato la bontà della scelta del secondo turno — oltre a diversi consiglieri comunali portatori di consenso personale, svincolati da appartenenze di partito. Una vera e propria “ammucchiata”, secondo la definizione circolata nel dibattito politico.

“Questo eccezionale ricompattamento di forze tradizionalmente sottomesse al potere” — dichiara la coalizione di Arena — testimonia quanto la nostra proposta libera abbia fatto paura, costringendoli a unirsi pur di frenare il cambiamento.