Se fosse un Paese, Elon Musk si collocherebbe tra le prime venti economie del pianeta. Nel pieno del dibattito globale su come tassare i super ricchi, il fondatore di Space X ha appena sfondato una soglia mai raggiunta prima: mille miliardi di dollari di ricchezza personale. Secondo le stime di Forbes, grazie alla quotazione record del gruppo che include anche la piattaforma X e xAI il patrimonio del patron di Tesla, Neuralink e una galassia di altre società vale ora circa 1.100 miliardi di dollari. Oltre tre volte i circa 300 miliardi di Larry Page, che lo segue in classifica. La cifra sfugge all’immaginazione ed è la plastica dimostrazione del livello di concentrazione della ricchezza raggiunto nell’era delle Big Tech e della finanza globale. Per dare un’idea delle dimensioni, stando ai dati del Fondo monetario internazionale la fortuna del grande finanziatore di Donald Trump, con cui ha rotto lo scorso anno abbandonando la guida del dipartimento per l’efficienza del governo salvo ricucire qualche mese fa, è superiore al Pil annuo di oltre 130 Paesi: dall’Argentina (688 miliardi di dollari) alla Svizzera (1.150), passando per Belgio (777 miliardi) e Taiwan (977).

Mentre a Times Square andava in scena una protesta contro i deepfake pornografici creati da xAi (foto a fianco), SpaceX al debutto a Wall Street ha raccolto 75 miliardi di dollari, superando il record detenuto fino ad oggi dal colosso petrolifero saudita Aramco. Le azioni, collocate a 135 dollari, hanno chiuso poco sotto i 161. L’azienda, che tra l’inizio del 2025 e il 31 marzo 2026 ha accumulato perdite per 8,7 miliardi di dollari, è quindi valutata circa 2.100 miliardi. Il giorno dopo l’ipo è già la sesta società quotata statunitense dietro Microsoft, Nvidia, Apple, Amazon e Alphabet. Questo nonostante negli stessi documenti depositati in vista della quotazione si ammetta che una parte rilevante dei suoi progetti si basa su tecnologie e attività che potrebbero non diventare mai redditizie. Vale a dire che una quota degli enormi investimenti nella costellazione satellitare Starlink, nell’intelligenza artificiale e nell’esplorazione spaziale potrebbe rivelarsi una cattiva scommessa.