Dal 2027 l’età anagrafica minima per l’accesso alla pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e un mese a causa del sistema di adeguamento alla speranza di vita certificato dall’Inps. La stretta colpirà soprattutto i lavoratori con carriere iniziate dopo il 1996, per i quali il trattamento previdenziale rischia di slittare fino a 71 anni qualora l’importo maturato non sia pari all’assegno sociale.
INPS, nuovi aumenti per andare in pensione
Chi rischia lo slittamento nel 2027
Perché l'età pensionabile continua a salire
INPS, nuovi aumenti per andare in pensioneIl sistema previdenziale italiano si appresta a subire una nuova stretta a causa dei meccanismi di flessibilità automatica. Come illustrato dall’Inps all’interno della circolare numero 28, a partire dal 2027 entreranno ufficialmente in vigore i primi adeguamenti legati alla speranza di vita dei lavoratori.Il requisito anagrafico base per poter accedere alla tradizionale pensione di vecchiaia subirà un incremento, passando dagli attuali 67 anni a 67 anni e un mese.ANSAPensione, l'INPS annuncia gli adeguamenti sull'età minima per l'accessoQuesto trend al rialzo è destinato a consolidarsi nel tempo: le tabelle previsionali indicano che la soglia per l’uscita dal mondo del lavoro salirà a 67 anni e 3 mesi nel 2028, a 67 anni e 6 mesi nel 2029, fino a toccare il picco di 67 anni e 8 mesi entro il 2031.Chi rischia lo slittamento nel 2027L’applicazione dei nuovi parametri previdenziali evidenzia come la storica regola dei 67 anni di età legati ai 20 anni di contributi minimi non rappresenti più una certezza per tutte le categorie lavorative.Le maggiori criticità colpiranno i cosiddetti contributivi puri, ovvero coloro che hanno iniziato a versare i propri contributi a partire dal 1° gennaio 1996. Per questa fascia di contribuenti, l’Inps richiede un ulteriore vincolo economico: l’importo dell’assegno maturato deve risultare almeno pari al valore dell’assegno sociale.






