Una al liceo si nascondeva, l’altra era la più popolare; una è cresciuta con una madre ingombrante, l’altra con una madre assente. Un’amicizia strettissima, adolescenziale, che evapora con il passare degli anni. Ma a un certo punto, con un ritorno, si ripropone. È possibile riannodare i fili spezzati dal tempo? E a che prezzo?
di
Deborah Ameri
Irene ha le idee chiare, un piano per il futuro, appartiene alla Torino bene e ha una madre intellettuale e ingombrante. Ottavia viene dalla periferia, la sua famiglia è spiantata e sua madre la lascia crescere da sola. Al liceo si trovano, restano appiccicate l’una all’altra anche all’università, seppur in città diverse. Irene fa sentire Ottavia speciale, capace di grandi cose. Ma Irene senza l’amica sembra perdere obiettivi e ambizioni. Finché non succede qualcosa, il loro rapporto si sfilaccia e sembra soccombere.
In Giorni futuri Gabriella Dal Lago (al suo terzo romanzo) porta le sue protagoniste Irene e Ottavia avanti e indietro nel tempo, tra Europa e Stati Uniti, per raccontare due trentenni alle prese con la vita adulta, i problemi di chi espatria per inseguire un sogno scoprendo, magari, che quel sogno era un’illusione. Quando sua madre si ammala e Irene torna a Torino, i ricordi dell’amica affiorano a tradimento, soprattutto dopo l’incontro con Pietro, il ragazzo per cui aveva una cotta al liceo ma che poi aveva scelto Ottavia.










