Era (ed è ) un predestinato. Tempo fa, nel corso di un dialogo sulle missioni Apollo, che portarono uomini sulla Luna dal 1969 al 1972, con Luca Parmitano ci divertimmo a scegliere quella preferita di tutte le 11 con equipaggio. Luca non ebbe dubbi: “Scelgo Apollo 9, perché fu quella che collaudò tutto ciò che servirà poi a sbarcare sulla Luna, dal razzo vettore, ai moduli di comando e di servizio, al modulo lunare e alle tute lunari. Da pilota collaudatore, credo sia stata tanto importante, senza di essa non sarebbe stato possibile allunare”. E ora AstroLuca, è pronto a partire con la missione Artemis III che, sia pure con mezzi e tecnologie differenti, ricalca come tipologia di missione proprio quell’Apollo 9 del marzo 1969.

E per Luca, astronauta italiano dell’ESA sarà una missione davvero complessa e sfidante. Essendo il pilota dell’astronave Orion, dovrà raggiungere e attraccare in orbita terrestre (forse a 500 chilometri dalla Terra) non una, bensì due astronavi: dapprima il modulo Mk-2 di Blue Origin, al quale la Orion resterà agganciata per 2 ore, e poi si staccherà. E in seguito la Starship di SpaceX, che decollerà da Boca Chica con il possente razzo Super Heavy, alla quale la Orion pilotata da Parmitano sarà agganciata per circa un’ora.