NASA Ingenuity è stato il primo drone a volare su un altro pianeta (Marte), superando di gran lunga le aspettative iniziali dell'agenzia spaziale e arrivando con successo a 72 voli. La NASA sta sviluppando altri sistemi sistemi simili, ma più grandi e complessi, con alcune unità che saranno presenti sulla navicella a propulsione nucleare Space Reactor-1 Freedom. Un'altra missione che prevede un drone è NASA Dragonfly, che verrà lanciata con un razzo spaziale SpaceX Falcon Heavy nel 2028 in direzione di Titano, la luna di Saturno, dove arriverà nel tardo 2034.

Il drone NASA Dragonfly sarà più grande, costoso e complesso di Ingenuity. Questo nuovo sistema di esplorazione infatti sarà equipaggiato con diversi rotori e verrà alimentato non da un pannello solare ma da un RTG (Generatore Termoelettrico a Radioisotopi o MMRTG, Multi-Mission Radioisotope Thermoelectric Generator) al plutonio-238 fornendo abbastanza energia anche così lontano dal Sole. A bordo poi ci saranno strumenti scientifici per raccogliere dati e informazioni utili sull'atmosfera e il suolo di Titano.

Il drone NASA Dragonfly prende forma in vista del lancio nel 2028

Il JPL e la NASA stanno proseguendo la costruzione del drone ed effettuando una serie di test congiunti su diverse componenti. Alla fine di aprile era stata annunciata la consegna dei pannelli che compongono il corpo di NASA Dragonfly. Questi sono realizzati in alluminio con una struttura a "nido d'ape" così che siano resistenti ma anche leggeri considerando anche lo spessore inferiore a un millimetro.